venerdì, maggio 14

Vestirsi in ufficio



Mattina. Ore 7.00. Rovistiamo nell'armadio, ci proviamo più di un capo, ci appostiamo di fronte allo specchio. Non siamo convinte? Ritentiamo con un altro abbigliamento.
Quante donne la mattina provano il dilemma di cosa indossare per andare in ufficio e quale soddisfazione dà trovare il giusto capo che soddisfi anche il nostro senso estetico! Andare in ufficio non significa mica rinunciare al glamour e a quel giusto mix che consente di avere un minimo di autostima e di affrontare la giornata con una marcia in più.
Quando una donna comincia a lavorare in ufficio, spesso nella scelta dei capi è deviata mentalmente da tre fattori importanti:
- la propria madre che la mal consiglia sull'abbigliamento da ufficio;
-la televisione e i giornali che propongono modelli assurdi di prototipo femminile della generazione delle lavoratrici anoressiche;
- i soldi.

Sfatiamo subito questi tre miti.
La madre solitamente indirizza la figlia verso un abbigliamento "classico", cioè verso il tailleur, probabilmente di colore "sobrio", con la camicetta come sottogiacca. Ok, va benissimo, tutto può essere giusto....ma non VECCHIO! I tailleur vanno comprati giovanili!!!giacche avvitate, pantaloni più aderenti sui fianchi e a vita non troppo alta, colori anche insoliti come azzurro, viola, verde, jeansato è splendido! Naturalmente tutto poi deve essere adattato a sè, non soltanto ai propri gusti ma anche al tipo di corporatura.
Passiamo alla TV. Quale donna va in ufficio con i tacchi a spillo, la borsa griffata, il trucco pesantissimo? non esiste, in particolare se si viaggia sui mezzi pubblici o se è estate e fa caldo. Consiglio sempre scarpe basse, magari con il tacchetto alla francese, a rocchetto, con la punta sia arrotondata che non, ma comode. La borsa è una questione di gusti, certo è che se dovete stare tutto il giorno fuori casa è meglio qualcosa che sia molto capiente. Il trucco deve essere leggero (non siamo ad una sfilata), con colori in armonia col proprio colore di pelle e di occhi (un appunto: non vi mettete l'ombretto celeste se avete gli occhi marroni!!!!!!!) se il viso è regolare e aggraziato anche assente; l'importante è che non siate truccate troppo pesanti per non sembrare di puntare solo sull'aspetto.
Terzo punto: non bisogna investire il patrimonio ereditario per vestirsi bene! Ci sono tantissimi negozi che a poco prezzo vendono magliette da sottogiacca di tutti i tipi e molto carine. Certo è che piuttosto è preferibile spendere di più per la giacca perchè sarà il primo capo che verrà notato indosso da un osservatore. Il sottogiacca spesso invece serve per fare colore e tante maglie possono rendere divertente e variegato il proprio vestiario.
Un ultimo consiglio: io personalmente adoro gli spezzati, consentono di giocare con i colori senza avere un'immagine monotona. E adoro il bianco di inverno e il nero d'estate.
Ma queste due ultime chicche tenetevele per voi!



lunedì, maggio 10

Il guardaroba



Vizi e virtù delle donne sono rintracciabili precipuamente nella tenuta degli armadi di casa. Esiste tuttavia un piacere universale femminile che consiste nell'avere un armadio ben organizzato nel quale riporre tutto l'assetto di abbigliamento, accessori, biancheria.
Un armadio base funzionale alle esigenze sopra descritte è alto fino al soffitto, profondo 60 cm, dotato di molte ante/sportelli, certamente più efficaci delle ante scorrevoli, suddivisibile idealmente in una parte superiore e una inferiore.
A questo punto iniziano le differenze: secondo una prima tendenza nel piano superiore andrebbero riposte lenzuola, coperte e abiti usati raramente mentre nel piano inferiore andrebbero i cappotti, i pantaloni, separatamente gonne, giacche e camicette. Nella parte centrale dovrebbero inserirsi i cassetti per la biancheria, la maglieria, gli accessori quali cappelli e borse.
Secondo un'altra visione della situazione al piano superiore andrebbe riposto tutto ciò che appartiene ad altra stagione, con l'inconveniente tuttavia di dover faticosamente cambiare sede ai vestiti ogni 6 mesi.

In ogni caso, se leggendo il post sentite un fervore nascente e dovete correre a risistemare il guardaroba, ecco le 4 fasi fondamentali:

  • Svuotare completamente l’armadio
  • Mettere da parte le cose di cui ci si vuole liberare
  • Suddividere per genere (gonne, pantaloni, maglie) quello che resta

Un aiuto nella fase 2 viene fornito da 3 scatole che vi sarete procurate prima di iniziare; e cioè, la scatola con vestiti da conservare, quella con i vestiti messi talmente male che sono da buttare o possono servire per fare stracci o copertine nella cuccia dei vostri animali, e infine la scatola con vestiti da regalare o da portare alla Caritas.

Dopo aver liberato l'armadio, sentirete anche la vostra mente più libera! A questo punto chiedetevi: si potrebbe mettere un extra ripiano? Qualche appendino utile? Oppure si potrebbe ricavare dalla parete una specie di scarpiera?

Con questo passo di creatività, apprestatevi alle decisioni importanti. Se il vostro armadio è abbastanza grande, potete mettere tutti gli abiti assieme. Altrimenti dovrete separare gli abiti per stagione e riporre i "fuori-stagione" da qualche parte. Anche questa è un'ottima scusa per ordinare l'armadio ogni stagione.

Poi, assegnate diverse parti dell'armadio per vestiti da lavoro, casual oppure eleganti. In ogni categoria inserirete gli abiti che precedentemente avrete diviso per genere. Se siete precise (e ve lo consiglio per non metterci mano dopo) potreste anche dividere i vestiti per colore.

Nota bene: le stampelle...compratele tutte uguali! Dà l'idea di ordine! Per il resto, mi raccomando, non fate troppo shopping per riempire tutto il restante spazio rimasto vuoto..