Circa le donne
martedì, giugno 12
venerdì, agosto 29
Le migliori commedie romantiche americane
Non so voi, ma una cosa che mi piace fare la sera, dopo una lunga faticosa stressantissima giornata di lavoro, è girare i programmi TV alla ricerca di una favolosa commedia romantica americana. e appena ne trovo una tuffarmi dentro la protagonista di turno e passare due ore a divertirmi e sperare che lei e luifinalemnte facciano pace e/o si mettano insieme.
Ecco allora una proposta di gradutoria delle commedie più carine e divertenti per rilassarsi e godersi la serata di fornte alla tv:
1) Il Diario Di Bridget Jones.
Per me resta sempre la migliore, divertente, veritiera, folle e romantica commedia degli ultimi anni
2) Ti presento i miei.
Mio marito crede ancora che mio padre sia come De Niro e lavori nella CIA
3) Tutta colpa dell'amore.
Non mi stanco mai di rivederlo
4) C'è Posta per Te.
Indimenticabile
5) Hitch.
IL film con in quale ci siamo conosciuti io e mio marito
6) Il matrimonio del mio migliore amico.
Tutti abbiamo sempre sperato che lui alla fine scegliesse lei o che George (Rupert Everett) non fosse veramente gay
7) Notting Hill.
Ancora un'altra bella commedia di Julia Roberts, ogni volta che visito Londra vado a passeggio nelle strade di Notting Hill come se fossi Hugh Grant e soprattutto indimentiabile Spike!
8) Amori e incantesimi
9) Scrivimi una Canzone
10) What women want.
Ovviamente la classifica è del tutto soggettiva quindi siamo aperte a tutti gli aggiustamenti possibili! Lascio a voi la parola!
mercoledì, gennaio 23
Donne madri lavoratrici schiave
Come tutte le donne arrivate ad una certa età che fanno figli sono scomparsa dalla faccia terrestre per un secolo circa. Tuttavia, adesso che torno ad avere un attimo di tempo, voglio raccontare una storia che recentemente mi ha molto colpita.
E'una storia nell'anonimato, di quelle che ascoltiamo e vediamo tutti i giorni ma nemmeno ce ne rendiamo conto. La protagonista può essere una vicina di casa, una negoziante, la donna che pulisce il nosro ufficio quando andiamo a lavoro o quella che pulisce la nostra casa quando rientriamo la sera.
In questo caso era la donna che avremmo incontrato in metropolitana tutti i giorni, accanto a noi, nella calca della persone che affollano i mezzi pubblici di Roma. E che solo chi ci abita sa cosa vuol dire prenderli ogni mattina.
Isabella, madre di quattro figli, si svegliava nella sua casa di Torvaianica ogni giorno alle 4 di mattina per percorrere questo tipo di tragitto - il bus del Cotral, l'arrivo alla stazione Laurentina, la metro B, il cambio a Termini, la linea A fino a Furio Camillo.
Isabella lavorava 7 giorni su 7 (e solo Dio sa a cosa servono le leggi sul lavoro in Italia), e tornava a casa la sera facendo la stesso dannato percorso. Dal suo solo stipendio dipendeva la vita di 5 persone.
Dal Messaggero: "Morta in metro. Da tempo Isabella non si sentiva bene, ma ha continuato a lavorare. È morta per un malore, da sola, sotto la metro, sulla banchina della stazione Termini una domenica mattina, era il 18 novembre. Alcuni passeggeri hanno cercato di soccorrerla portandola fino alla banchina della stazione Termini. Vigili del fuoco e dipendenti Atac hanno cercato di assistere la donna che aveva difficoltà respiratorie".
E' una storia che lascia senza parole, perchè è un racconto comune, sono condizioni di vita che vediamo tutti ogni giorno e che diamo per scontate come se fosse normale vivere in questo modo. Come se dopo tutti i secoli passati ad acquisire, nella lotta dell'umanità, condizioni migliori di esistenza, ci troviamo sempre allo stesso punto di partenza. Quando il diritto al lavoro, alla famiglia, a condizioni sociali migliori diventano una nuova moderna schiavitù, a che vale ogni discorso sui massimi sistemi.
Il sistema ci rende schiavi, anche di noi stessi, a volte noi costruiamo la nostra prigione e nessuno ci insegna a liberarcene.
E'una storia nell'anonimato, di quelle che ascoltiamo e vediamo tutti i giorni ma nemmeno ce ne rendiamo conto. La protagonista può essere una vicina di casa, una negoziante, la donna che pulisce il nosro ufficio quando andiamo a lavoro o quella che pulisce la nostra casa quando rientriamo la sera.
In questo caso era la donna che avremmo incontrato in metropolitana tutti i giorni, accanto a noi, nella calca della persone che affollano i mezzi pubblici di Roma. E che solo chi ci abita sa cosa vuol dire prenderli ogni mattina.
Isabella, madre di quattro figli, si svegliava nella sua casa di Torvaianica ogni giorno alle 4 di mattina per percorrere questo tipo di tragitto - il bus del Cotral, l'arrivo alla stazione Laurentina, la metro B, il cambio a Termini, la linea A fino a Furio Camillo.
Isabella lavorava 7 giorni su 7 (e solo Dio sa a cosa servono le leggi sul lavoro in Italia), e tornava a casa la sera facendo la stesso dannato percorso. Dal suo solo stipendio dipendeva la vita di 5 persone.
Dal Messaggero: "Morta in metro. Da tempo Isabella non si sentiva bene, ma ha continuato a lavorare. È morta per un malore, da sola, sotto la metro, sulla banchina della stazione Termini una domenica mattina, era il 18 novembre. Alcuni passeggeri hanno cercato di soccorrerla portandola fino alla banchina della stazione Termini. Vigili del fuoco e dipendenti Atac hanno cercato di assistere la donna che aveva difficoltà respiratorie".
E' una storia che lascia senza parole, perchè è un racconto comune, sono condizioni di vita che vediamo tutti ogni giorno e che diamo per scontate come se fosse normale vivere in questo modo. Come se dopo tutti i secoli passati ad acquisire, nella lotta dell'umanità, condizioni migliori di esistenza, ci troviamo sempre allo stesso punto di partenza. Quando il diritto al lavoro, alla famiglia, a condizioni sociali migliori diventano una nuova moderna schiavitù, a che vale ogni discorso sui massimi sistemi.
Il sistema ci rende schiavi, anche di noi stessi, a volte noi costruiamo la nostra prigione e nessuno ci insegna a liberarcene.
venerdì, marzo 25
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