giovedì, giugno 10

A gentile richiesta

Accendendo per sbaglio la televisione alle 6 del pomeriggio mi sono imbattuta, malauguratamente, in un programma televisivo che penso sia la continuazione ideale di Pomeriggio 5, chiamato "A gentile richiesta".
- Dovrebbero oscurare il programma a gentile richiesta - ho pensato.
L'idea con la quale sono nati i programmi di intrattenimento pomeridiano non era neanche male: un varietà con tanti argomenti più o meno leggeri da trattare, rivolto al vasto pubblico dei casalinghi e non, adulti e giovani, che quindi abbracciasse una buona fetta di share (che in effetti fa).
Ma ciò che mi sono ritrovata a guardare era una becera degenerazione dell'idea iniziale, e come se nessuno se ne fosse reso conto! Ospiti della puntata erano ragazze dedite completamente al culto del proprio corpo, in una maniera assillante per non dire altro.
E si disquisiva, tramite telefonate da casa, se fosse giusto puntare tutto sull'aspetto, anche denigrando le ragazze che, pertanto, erano molto soddisfatte di incrementare la loro notorietà.
Il tutto condito con il sorriso beffardo della conduttrice che, a domanda sul perchè le avesse invitate visto che erano modelli sbagliati da perseguire, rispondeva che le erano simpatiche e non facevano nulla di male. Cercando poi di non far capire che rideva anche lei per quelle cavie patentate.
Ora non faccio nomi, ma le ragazze in questione vengono ogni tanto invitate in qualche trasmissione e, gira che rigira, arriverrano pure a condurre qualcosa di più strutturato.
Ma, tutto sommato, che gliene importa a dei giornalisti di proporre modelli così deleteri? Tanto, a detta di Platinette (su radiodeejay), mica siamo stupidi che prendiamo tutto quello che arriva dalla TV per oro colato...avremmo anche noi un cervello e il potere di cambiare canale, giusto?
L'ipocrisia di certa gente è vomitevole.

mercoledì, giugno 2

La donna sumera


Viveva quattromila anni fa nella città di Ur, a breve distanza dal fiume Eufrate. Mentre veniva scoperta la ruota e l'arte di fondere i metalli, la donna usava già creme, circondava gli occhi immensi con una marcata linea scura, irrigidiva i capelli con l'olio, dipingeva le labbra di rosso.

Per addolcire i lineamenti pronunciati e mettere in risalto gli occhi profondi, la donna sumera elaborava acconciature voluminose e pettinature alla "gatto".

Per quanto riguarda le creme, è stata tramandata su una tavoletta di argilla la seguente ricetta:

"mescolare con olio di sesamo una certa quantità di argilla e di ceneri di quell'erba chiamata equiseto; formare una pasta con la quale strofinare fortemente la pelle. Dopo questa operazione, le donne delicatamente si spalmino il corpo con abbondante olio di sesamo."

Proprio 3000 anni fa nacque anche il rossetto; era una pasta ottenuta con polvere rossa, essenza di rosa e olio di sesamo. Si dice che la regina Shubad portasse sempre con sè una scatola di madreperla e filigrana d'oro che conteneva il rossetto, un cucchiaio per prendere la pasta dalla scatola, un paio di pinzette simiili a quelle d'oggi per le sopracciglia.

Il necessario per gli occhi era invece costituito da bitume diluito con olio di sesamo. I Sumeri dovevano essere molto sensibili agli sguardi; ecco perchè veniva usato tanto nero per ingrandire gli occhi.

mercoledì, maggio 19

DONNA

Nel tuo esserci l'incanto dell'essere,

La vita, tua storia,

segnata dal desiderio d'essere

semplicemente donna!

Nel tuo corpo ti porti,

come nessun altro,

il segreto della vita!

Nella tua storia

la macchia dell'indifferenza,

della discriminazione, dell'oppressione…

in te l'amore più bello,

la bellezza più trasparente,

l'affetto più puro che mi fa uomo!


Eliomar Ribeiro de Souza - poeta brasiliano



venerdì, maggio 14

Vestirsi in ufficio



Mattina. Ore 7.00. Rovistiamo nell'armadio, ci proviamo più di un capo, ci appostiamo di fronte allo specchio. Non siamo convinte? Ritentiamo con un altro abbigliamento.
Quante donne la mattina provano il dilemma di cosa indossare per andare in ufficio e quale soddisfazione dà trovare il giusto capo che soddisfi anche il nostro senso estetico! Andare in ufficio non significa mica rinunciare al glamour e a quel giusto mix che consente di avere un minimo di autostima e di affrontare la giornata con una marcia in più.
Quando una donna comincia a lavorare in ufficio, spesso nella scelta dei capi è deviata mentalmente da tre fattori importanti:
- la propria madre che la mal consiglia sull'abbigliamento da ufficio;
-la televisione e i giornali che propongono modelli assurdi di prototipo femminile della generazione delle lavoratrici anoressiche;
- i soldi.

Sfatiamo subito questi tre miti.
La madre solitamente indirizza la figlia verso un abbigliamento "classico", cioè verso il tailleur, probabilmente di colore "sobrio", con la camicetta come sottogiacca. Ok, va benissimo, tutto può essere giusto....ma non VECCHIO! I tailleur vanno comprati giovanili!!!giacche avvitate, pantaloni più aderenti sui fianchi e a vita non troppo alta, colori anche insoliti come azzurro, viola, verde, jeansato è splendido! Naturalmente tutto poi deve essere adattato a sè, non soltanto ai propri gusti ma anche al tipo di corporatura.
Passiamo alla TV. Quale donna va in ufficio con i tacchi a spillo, la borsa griffata, il trucco pesantissimo? non esiste, in particolare se si viaggia sui mezzi pubblici o se è estate e fa caldo. Consiglio sempre scarpe basse, magari con il tacchetto alla francese, a rocchetto, con la punta sia arrotondata che non, ma comode. La borsa è una questione di gusti, certo è che se dovete stare tutto il giorno fuori casa è meglio qualcosa che sia molto capiente. Il trucco deve essere leggero (non siamo ad una sfilata), con colori in armonia col proprio colore di pelle e di occhi (un appunto: non vi mettete l'ombretto celeste se avete gli occhi marroni!!!!!!!) se il viso è regolare e aggraziato anche assente; l'importante è che non siate truccate troppo pesanti per non sembrare di puntare solo sull'aspetto.
Terzo punto: non bisogna investire il patrimonio ereditario per vestirsi bene! Ci sono tantissimi negozi che a poco prezzo vendono magliette da sottogiacca di tutti i tipi e molto carine. Certo è che piuttosto è preferibile spendere di più per la giacca perchè sarà il primo capo che verrà notato indosso da un osservatore. Il sottogiacca spesso invece serve per fare colore e tante maglie possono rendere divertente e variegato il proprio vestiario.
Un ultimo consiglio: io personalmente adoro gli spezzati, consentono di giocare con i colori senza avere un'immagine monotona. E adoro il bianco di inverno e il nero d'estate.
Ma queste due ultime chicche tenetevele per voi!



lunedì, maggio 10

Il guardaroba



Vizi e virtù delle donne sono rintracciabili precipuamente nella tenuta degli armadi di casa. Esiste tuttavia un piacere universale femminile che consiste nell'avere un armadio ben organizzato nel quale riporre tutto l'assetto di abbigliamento, accessori, biancheria.
Un armadio base funzionale alle esigenze sopra descritte è alto fino al soffitto, profondo 60 cm, dotato di molte ante/sportelli, certamente più efficaci delle ante scorrevoli, suddivisibile idealmente in una parte superiore e una inferiore.
A questo punto iniziano le differenze: secondo una prima tendenza nel piano superiore andrebbero riposte lenzuola, coperte e abiti usati raramente mentre nel piano inferiore andrebbero i cappotti, i pantaloni, separatamente gonne, giacche e camicette. Nella parte centrale dovrebbero inserirsi i cassetti per la biancheria, la maglieria, gli accessori quali cappelli e borse.
Secondo un'altra visione della situazione al piano superiore andrebbe riposto tutto ciò che appartiene ad altra stagione, con l'inconveniente tuttavia di dover faticosamente cambiare sede ai vestiti ogni 6 mesi.

In ogni caso, se leggendo il post sentite un fervore nascente e dovete correre a risistemare il guardaroba, ecco le 4 fasi fondamentali:

  • Svuotare completamente l’armadio
  • Mettere da parte le cose di cui ci si vuole liberare
  • Suddividere per genere (gonne, pantaloni, maglie) quello che resta

Un aiuto nella fase 2 viene fornito da 3 scatole che vi sarete procurate prima di iniziare; e cioè, la scatola con vestiti da conservare, quella con i vestiti messi talmente male che sono da buttare o possono servire per fare stracci o copertine nella cuccia dei vostri animali, e infine la scatola con vestiti da regalare o da portare alla Caritas.

Dopo aver liberato l'armadio, sentirete anche la vostra mente più libera! A questo punto chiedetevi: si potrebbe mettere un extra ripiano? Qualche appendino utile? Oppure si potrebbe ricavare dalla parete una specie di scarpiera?

Con questo passo di creatività, apprestatevi alle decisioni importanti. Se il vostro armadio è abbastanza grande, potete mettere tutti gli abiti assieme. Altrimenti dovrete separare gli abiti per stagione e riporre i "fuori-stagione" da qualche parte. Anche questa è un'ottima scusa per ordinare l'armadio ogni stagione.

Poi, assegnate diverse parti dell'armadio per vestiti da lavoro, casual oppure eleganti. In ogni categoria inserirete gli abiti che precedentemente avrete diviso per genere. Se siete precise (e ve lo consiglio per non metterci mano dopo) potreste anche dividere i vestiti per colore.

Nota bene: le stampelle...compratele tutte uguali! Dà l'idea di ordine! Per il resto, mi raccomando, non fate troppo shopping per riempire tutto il restante spazio rimasto vuoto..

sabato, maggio 1

Età della pietra

La meravigliosa vicenda della bellezza femminile ha origini antichissime: è nata con la donna.
Il termine deriva dal latino “domina” che significa padrona. I ricchi romani intesero con questo significato “padrona della casa” e la cosa riguardava solo le donne gentilizie. Tutte le altre erano in una condizione di sottomissione all'uomo.
Dal 10.000 a.C. la donna divenne la pioniera dell'agricoltura e per questo cominciò ad avere il dominio della società. Si creò quindi uno squilibrio fra il ruolo femminile e quello maschile che potrebbe essere all'origine di società a dominio femminile, dette matriarcali. In queste società, pare che la donna potesse avere più mariti contemporaneamente, che fosse lei a guidare la tribù e svolgere un ruolo religioso.
Anche la successione avveniva per linea femminile, infatti si pensava che la donna trasmettesse nel modo più diretto il sangue alla tribù.
Le donne preistoriche, in genere, avevano pochi figli che allattavano per circa quattro anni e, attraverso il gioco, gli insegnavano a vivere, per questo la distanza tra un figlio e l'altro era molto lunga. Erano direttamente coinvolte nelle direzioni delle cerimonie religiose come “stregone” del gruppo; si riteneva che la donna avesse un legame con la magia e con le divinità.
La donna di diecimila anni fa si pettina i capelli con un pettine d'osso; ha recipienti di argilla, con i prodotti che userà per la sua toletta: unguenti e polveri colorate.
Non ha molto la donna della preistoria: un pettine e qualche belletto rudimentale.
Eppure il suo desiderio di piacere è pari a quello delle donne dei nostri giorni.

domenica, aprile 25

Memorie di una geisha


Nata a Yoroido, un piccolo villaggio di pescatori, la piccola Chiyo viene venduta dal padre ad una Okiya (置屋, "case delle geishe"*) di Kyoto, dove diventerà Sayuri, una delle più famose geishe del Giappone.
Rapimento, servitù, disciplina, punizioni, crudeltà, fascino: la storia di una donna nel Giappone del primo '900 raccontata con una tenerezza che non ha nascosto i segni della crudeltà e della verità, in uno stile tutto orientale, fatto di simboli, di odori, di sensi diversi, di parole che evocano silenzio.
Già dalle prime pagine si respira un modo del tutto nuovo di raccontare una storia:
"mia madre diceva sempre che aveva sposato mio padre perchè, se in lei c'era una preponderanza d' acqua, nella personalità di lui c'era un'eccessiva presenza di legno(....)L'acqua si sposta rapidamente da un punto all'altro e trova sempre una crepa da cui filtrare; il legno invece fa presa nella terra."
Una capacità magica di descrivere le persone e le situazioni, una sensibilità tutta particolare, cruda e intensa, che richiama la natura e che punta anche sull'erotismo e sull'estetismo in modo quasi maniacale. La vestizione della geisha, il trucco, l'etichetta: una sublimazione del femminile, imprigionato da forze più potenti e potente a sua volta nella sua costrizione.
"Non diventiamo geishe per perseguire il nostro destino, diventiamo geishe perché non abbiamo altra scelta!".
*Geisha è l'unione di due kanji che significano "arte" e "persona": significa quindi "persona esperta nelle belle arti , nell belle maniere"
La Geisha e' una professionista nell'arte di intrattenere ed allietare, coniuga spontaneità e raffinato artificio.Lo scopo di una geisha e' di arrivare a rappresentare la perfetta incarnazione dell'iki, canone estetico su cui si basa l'essenza dell'essere giapponese. Per noi occidentali potrebbe rappresentare la "grazia" intesa in senso ampio ed estetico.
L'Iki è il uno stile, un comportamento, l'essenza della seduzione che sceglie la via piu' difficile del mutamento , dell'adattabilita' dell'anima al proprio interlocutore.
Tutto cio porta la geisha al di la' della sua immancabile bellezza fisica : essa contiene in se' la propria arte.

mercoledì, aprile 21

Kate Moss: è come tutte noi?


Classe 1974, capricorno, nasce da padre agente di viaggi e madre barista, raggiunge inizialmente il successo più come fotomodella che come top model per via del suo volto cosidetto "trasgressivo", fa dell'uso di cocaina il suo marchio di fabbrica come fosse imprenditrice di se stessa. La definiscono alternativa, distaccata; con la sua altezza di 1,72 e il suo corpo esile da anoressia conclamata non sembra tanto diversa da tutte le altre ragazze che non hanno avuto altrettanta opportunità di essere visibili. Anzi, se per le donne costituisce un cattivo esempio di gestione del proprio corpo, dai più viene idolatrata per la sua capacità di "autorigenerarsi" (con i soldi?le cure? le cliniche private?), reinventarsi (perchè ha uno stile personale per vestirsi?), superare le difficoltà (problem solving?), puntare sulla sua immagine come fosse un'icona.
Si potrrebbe obiettare che ciò che l'ha resa famosa è la bellezza - quasi fosse una giustificazione del suo successo. Vi posso giurare che ho visto donne molto più belle di Kate senza essere di fama planetaria.
Si potrebbe obiettare che ha carisma. Ma non mi sembra neanche questo il caso, non ha mai parlato in pubblico; ha lo sguardo penetrante da cerbiatto? perchè sugli occhi ha sempre un contorno di matita e una base di trucco sul viso molto chiaro che fa contrasto e la rende delicata di pelle e penetrante di sguardo.
Insomma, non vogliate ancora una volta farci passare per diva una persona che non lo è e non ne ha le caratteristiche. E' stata solo fortunata. Qualcuno le ha fatto delle foto e il suo volto è risultato diverso dalle modelle che andavano allora di moda, sembrando eccezionalmente all'avanguardia.
Smettiamo di annebbiare la mente del pubblico e delle ragazzine con miti che non esistono, creando false illusioni su ciò che è giusto e sbagliato, obnubilando la mente di castelli inesistenti. Per favore, ne abbiamo abbastanza.

lunedì, aprile 19

Spunti di riflessione


http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_19/noi-donne-libere-rodota_51586f06-4b87-11df-b8c5-00144f02aabe.shtml

Non mi addentrerei mai nell'argomento così senza avere lo spunto necessario per riflettere globalmente sulla situazione della donna nel 2010 in Italia. E' un argomento troppo complesso e, forse, sono ancora troppo di parte per poter esprimere un lucido giudizio al riguardo. Tuttavia è necessario iniziare da qualche voce nel coro, per es. quella della Rodotà, la quale, pur nella sua antipatia da nobile e snobismo da sedicente intellettuale, rimane pur sempre una donna - giornalista e, pertanto, consapevole della difficile condizione femminile. Perchè, è meglio intenderci da subito,vivere in rosa è difficile checchè ne dica un uomo qualsiasi.
Buona lettura (leggera).

domenica, aprile 18

L'Erbolario


L'altro giorno dovevo fare un regalo ad un'amica e, vedendo tra i negozi la vetrina dell'"Erbolario", mi sono fatta coraggio e sono entrata.Ho varcato la soglia del negozio senza speranza alcuna di trovare qualcosa da comprare in quanto credevo che i prodotti venduti non fossero interessanti.
Ho scoperto invece un mondo tutto nuovo, cioè quello dei prodotti profumati di una vasta serie di fragranze gradevoli e a costo accessibile.
Sono io di quelle donne che non comprano mai profumi in quanto ritenuti: a) inutili perchè dopo poco tempo evaporano b) costosi c) sono endemicamente incapace di sceglierne uno che vada bene per la mia pelle.
Ho trovato invece i prodotti dell'Erbolario molto apprezzabili, la scelta di marketing è stata proiettata verso una molteplicità di odori, molto semplici da individuare, poco costosi (un'acqua di profumo si aggira intorno alle € 13-16 e, dopo che li ho provati, persistenti durante la giornata. Non solo.
Ogni fragranza ha un suo background, cioè una storia della provenienza che non è solo un'idea vaga e astratta ma chiaramente collegata alla fragranza stessa.
Per es. l'acqua di profumo che ho comprato era molto fresca, marina, ed infatti è stata chiamata "NOSTOS", che nella descrizione si sostanzia in "Acqua salata, iodio, ozono, legni bagnati, alghe, odori che si mescolano nell'aria con il rimescolio delle onde: è il profumo del mare che accompagnava a casa gli eroi della classicità al loro ritorno (nostos), dopo perigliosa navigazione". Tutto ciò mi è sembrato molto coivolgente.
Per chi come me pertanto ha necessità di dotarsi di profumazioni gradevoli, a basso costo, a portata di mano, e di sembrare pertanto una "donna curata" può accedere ai negozi dell'Erbolario; consiglierei, dopo averli provati tutti in campione, anche le seguenti fragranze:
-ambra liquida
-bergamotto
-lavanda
-neroli neroli
-periplo.
*IMPORTANTE: per risaltare l'intensità del profumo applicarne una goccia sulla nuca, nell'incavo del gomito e del ginocchio, dietro l'orecchio, nel petto e gli indumenti nel collo e sui polsi.

venerdì, aprile 16

Il sistema delle fonti




Un profumo, un colore, un certo modo di sentire e vedere il mondo. Questo blog nasce da un'idea di condivisione del femminile, non solo come oggetto di discussione - e intendo sia il suo lato frivolo/modaiolo che quello impegnato - ma anche come soggetto che vede, valuta, intuisce, collega, plasma con una ventata di freschezza il mondo circostante. Come per ogni argomento che si rispetti (e credo che la donna sia un argomento rispettabilissimo) siamo pronti ad inserire in questo primo post il sistema delle fonti, cioè la sorgente da cui attingere i discorsi circa la moda femminile e non solo. Lasciamo quindi di seguito alcuni link ai vari siti di interesse storico a futura memoria dei post riguardanti il look, la moda e quant'altro:
www.donnamoderna.com/
www.style.it/
www.fashiontimes.it/
www.missgossip.net/
www.alfemminile.com

-SERIE BENESSERE-
www.my-personaltrainer.it/
www.starbene.it/
www.benessere.com/
www.nienteansia.it/

-SERIE MODA-
www.EmporioArmani.com/
www.robertocavalli.com/
www.blumarine.com/
www.sarlicouture.it/
www.valentino.com/
www.luisaspagnoli.it/
www.listfashiongroup.it/
www.maxandco.com/
www.nerogiardini.it/

Naturalmente l'elenco sarà presto aggiornato! Un saluto a tutti.