sabato, maggio 1

Età della pietra

La meravigliosa vicenda della bellezza femminile ha origini antichissime: è nata con la donna.
Il termine deriva dal latino “domina” che significa padrona. I ricchi romani intesero con questo significato “padrona della casa” e la cosa riguardava solo le donne gentilizie. Tutte le altre erano in una condizione di sottomissione all'uomo.
Dal 10.000 a.C. la donna divenne la pioniera dell'agricoltura e per questo cominciò ad avere il dominio della società. Si creò quindi uno squilibrio fra il ruolo femminile e quello maschile che potrebbe essere all'origine di società a dominio femminile, dette matriarcali. In queste società, pare che la donna potesse avere più mariti contemporaneamente, che fosse lei a guidare la tribù e svolgere un ruolo religioso.
Anche la successione avveniva per linea femminile, infatti si pensava che la donna trasmettesse nel modo più diretto il sangue alla tribù.
Le donne preistoriche, in genere, avevano pochi figli che allattavano per circa quattro anni e, attraverso il gioco, gli insegnavano a vivere, per questo la distanza tra un figlio e l'altro era molto lunga. Erano direttamente coinvolte nelle direzioni delle cerimonie religiose come “stregone” del gruppo; si riteneva che la donna avesse un legame con la magia e con le divinità.
La donna di diecimila anni fa si pettina i capelli con un pettine d'osso; ha recipienti di argilla, con i prodotti che userà per la sua toletta: unguenti e polveri colorate.
Non ha molto la donna della preistoria: un pettine e qualche belletto rudimentale.
Eppure il suo desiderio di piacere è pari a quello delle donne dei nostri giorni.

domenica, aprile 25

Memorie di una geisha


Nata a Yoroido, un piccolo villaggio di pescatori, la piccola Chiyo viene venduta dal padre ad una Okiya (置屋, "case delle geishe"*) di Kyoto, dove diventerà Sayuri, una delle più famose geishe del Giappone.
Rapimento, servitù, disciplina, punizioni, crudeltà, fascino: la storia di una donna nel Giappone del primo '900 raccontata con una tenerezza che non ha nascosto i segni della crudeltà e della verità, in uno stile tutto orientale, fatto di simboli, di odori, di sensi diversi, di parole che evocano silenzio.
Già dalle prime pagine si respira un modo del tutto nuovo di raccontare una storia:
"mia madre diceva sempre che aveva sposato mio padre perchè, se in lei c'era una preponderanza d' acqua, nella personalità di lui c'era un'eccessiva presenza di legno(....)L'acqua si sposta rapidamente da un punto all'altro e trova sempre una crepa da cui filtrare; il legno invece fa presa nella terra."
Una capacità magica di descrivere le persone e le situazioni, una sensibilità tutta particolare, cruda e intensa, che richiama la natura e che punta anche sull'erotismo e sull'estetismo in modo quasi maniacale. La vestizione della geisha, il trucco, l'etichetta: una sublimazione del femminile, imprigionato da forze più potenti e potente a sua volta nella sua costrizione.
"Non diventiamo geishe per perseguire il nostro destino, diventiamo geishe perché non abbiamo altra scelta!".
*Geisha è l'unione di due kanji che significano "arte" e "persona": significa quindi "persona esperta nelle belle arti , nell belle maniere"
La Geisha e' una professionista nell'arte di intrattenere ed allietare, coniuga spontaneità e raffinato artificio.Lo scopo di una geisha e' di arrivare a rappresentare la perfetta incarnazione dell'iki, canone estetico su cui si basa l'essenza dell'essere giapponese. Per noi occidentali potrebbe rappresentare la "grazia" intesa in senso ampio ed estetico.
L'Iki è il uno stile, un comportamento, l'essenza della seduzione che sceglie la via piu' difficile del mutamento , dell'adattabilita' dell'anima al proprio interlocutore.
Tutto cio porta la geisha al di la' della sua immancabile bellezza fisica : essa contiene in se' la propria arte.