mercoledì, giugno 2

La donna sumera


Viveva quattromila anni fa nella città di Ur, a breve distanza dal fiume Eufrate. Mentre veniva scoperta la ruota e l'arte di fondere i metalli, la donna usava già creme, circondava gli occhi immensi con una marcata linea scura, irrigidiva i capelli con l'olio, dipingeva le labbra di rosso.

Per addolcire i lineamenti pronunciati e mettere in risalto gli occhi profondi, la donna sumera elaborava acconciature voluminose e pettinature alla "gatto".

Per quanto riguarda le creme, è stata tramandata su una tavoletta di argilla la seguente ricetta:

"mescolare con olio di sesamo una certa quantità di argilla e di ceneri di quell'erba chiamata equiseto; formare una pasta con la quale strofinare fortemente la pelle. Dopo questa operazione, le donne delicatamente si spalmino il corpo con abbondante olio di sesamo."

Proprio 3000 anni fa nacque anche il rossetto; era una pasta ottenuta con polvere rossa, essenza di rosa e olio di sesamo. Si dice che la regina Shubad portasse sempre con sè una scatola di madreperla e filigrana d'oro che conteneva il rossetto, un cucchiaio per prendere la pasta dalla scatola, un paio di pinzette simiili a quelle d'oggi per le sopracciglia.

Il necessario per gli occhi era invece costituito da bitume diluito con olio di sesamo. I Sumeri dovevano essere molto sensibili agli sguardi; ecco perchè veniva usato tanto nero per ingrandire gli occhi.