mercoledì, gennaio 23

Donne madri lavoratrici schiave

Come tutte le donne arrivate ad una certa età che fanno figli sono scomparsa dalla faccia terrestre per un secolo circa. Tuttavia, adesso che torno ad avere un attimo di tempo, voglio raccontare una storia che recentemente mi ha molto colpita.
E'una storia nell'anonimato, di quelle che ascoltiamo e vediamo tutti i giorni ma nemmeno ce ne rendiamo conto. La protagonista può essere una vicina di casa, una negoziante, la donna che pulisce il nosro ufficio quando andiamo a lavoro o quella che pulisce la nostra casa quando rientriamo la sera.
In questo caso era la donna che avremmo incontrato in metropolitana tutti i giorni, accanto a noi, nella calca della persone che affollano i mezzi pubblici di Roma. E che solo chi ci abita sa cosa vuol dire prenderli ogni mattina.
Isabella, madre di quattro figli, si svegliava nella sua casa di Torvaianica ogni giorno alle 4 di mattina per percorrere questo tipo di tragitto - il bus del Cotral, l'arrivo alla stazione Laurentina, la metro B, il cambio a Termini, la linea A fino a Furio Camillo.
Isabella lavorava 7 giorni su 7 (e solo Dio sa a cosa servono le leggi sul lavoro in Italia), e tornava a casa la sera facendo la stesso dannato percorso. Dal suo solo stipendio dipendeva la vita di 5 persone.
Dal Messaggero: "Morta in metro. Da tempo Isabella non si sentiva bene, ma ha continuato a lavorare. È morta per un malore, da sola, sotto la metro, sulla banchina della stazione Termini una domenica mattina, era il 18 novembre. Alcuni passeggeri hanno cercato di soccorrerla portandola fino alla banchina della stazione Termini. Vigili del fuoco e dipendenti Atac hanno cercato di assistere la donna che aveva difficoltà respiratorie".
E' una storia che lascia senza parole, perchè è un racconto comune, sono condizioni di vita che vediamo tutti ogni giorno e che diamo per scontate come se fosse normale vivere in questo modo. Come se dopo tutti i secoli passati ad acquisire, nella lotta dell'umanità, condizioni migliori di esistenza, ci troviamo sempre allo stesso punto di partenza. Quando il diritto al lavoro, alla famiglia, a condizioni sociali migliori diventano una nuova moderna schiavitù, a che vale ogni discorso sui massimi sistemi.
Il sistema ci rende schiavi, anche di noi stessi, a volte noi costruiamo la  nostra prigione e nessuno ci insegna a liberarcene.

Nessun commento:

Posta un commento